NAPOLI – Si è ufficialmente chiusa la Fiera dei record. La XXVI edizione di Napoli COMICON, ospitata negli ampi spazi della Mostra d’Oltremare, va in archivio confermando la rassegna partenopea come uno dei primi cinque festival europei per dimensioni, affluenza e, soprattutto, per solidità della proposta culturale. I numeri parlano di un successo sistemico: 480 ospiti provenienti da ogni angolo del globo, 520 espositori e un palinsesto titanico di oltre 650 eventi. A queste cifre si lega una proiezione altrettanto impressionante: l’impatto economico generato dalla kermesse, che già nel 2025 aveva superato la soglia dei 43 milioni di euro, è destinato a registrare un ulteriore rialzo.
Tuttavia, il dato più significativo di Napoli COMICON 2026 non è legato a un nuovo picco di ingressi, bensì a una precisa e coraggiosa scelta gestionale. L’organizzazione ha infatti optato per una politica di ingressi contingentati, fermando il contatore a 183.000 presenze complessive nei quattro giorni, circa duemila in meno rispetto al record assoluto registrato lo scorso anno.
Dietro questa lieve flessione numerica si cela la vera vittoria strategica della manifestazione. Come ha lucidamente sottolineato Claudio Curcio, direttore del salone, spingersi oltre questa cifra avrebbe significato compromettere inevitabilmente l’esperienza del pubblico. La filosofia applicata è tanto semplice quanto essenziale nei grandi eventi contemporanei: evitare i “muri di folla” e le file logoranti per garantire una fruizione eccellente. L’aumento fisiologico del numero degli espositori e dei relativi staff ha richiesto una rinuncia consapevole a una fetta di visitatori, una mossa che ha permesso di chiudere con un bilancio estremamente positivo non solo sotto il profilo quantitativo, ma soprattutto qualitativo.
Un crocevia internazionale tra Nona Arte, Cinema e Intrattenimento

L’approccio “qualitativo” si è rispecchiato fedelmente nel parterre di ospiti. Da maestri assoluti come Milo Manara, che ha incantato i presenti con la sua consueta e umile dedizione al disegno, a figure di spicco della divulgazione scientifica e dell’intrattenimento come Sio e Barbascura X, il festival ha saputo coniugare linguaggi e pubblici differenti. I padiglioni hanno accolto star del calibro internazionale, leggende del fumetto giapponese, firme prestigiose delle grandi case editrici americane e volti iconici della serialità televisiva, confermando la vocazione cosmopolita dell’evento campano.
Uno dei momenti di maggiore aggregazione — e di spiccata eccentricità — ha visto come protagonista TonyPitony, poliedrico personaggio scaturito dal mondo del fumetto “trash” e dei social network. L’artista ha letteralmente gremito il Teatro Mediterraneo, accolto da un pubblico di appassionati, molti dei quali hanno omaggiato l’ospite vestendo i panni delle sue più celebri e parodistiche incarnazioni. Presentatosi in una veste puramente discorsiva e non canora, TonyPitony ha intrattenuto la folla con il suo inconfondibile tono irriverente, dispensando aneddoti surreali e alternando momenti di interazione diretta a un atteso firmacopie per il suo singolo “L’ammor“, realizzato in featuring con Tommy Cash.
Guardando ai progetti futuri, l’artista ha ironizzato sull’ipotesi di un ritorno sul palco del Festival di Sanremo — dopo le fortunate esibizioni passate nella serata delle cover — precisando che vi tornerebbe esclusivamente in veste di conduttore. La sessione, culminata in un’applauditissima versione a cappella del suo brano simbolo, “Donne ricche”, ha inoltre fornito l’occasione per annunciare il prossimo grande traguardo dal vivo: un evento fissato per il 4 settembre all’Ippodromo di San Siro a Milano.
La Frontiera Interattiva: L’Area Videogames

L’edizione 2026 ha inoltre consacrato definitivamente il peso del medium videoludico all’interno dell’ecosistema Napoli COMICON. I padiglioni dedicati al gaming hanno registrato un’affluenza straordinaria, confermandosi come uno dei cuori pulsanti dell’intera Mostra d’Oltremare.
L’offerta si è rivelata estremamente eterogenea ed elegante, elevando il videogioco non solo a strumento di intrattenimento, ma a vera e propria espressione artistica e culturale. Tra le principali attrazioni, una serie di talk di altissimo profilo ha coinvolto rinomati game designer internazionali, celebri streamer (da Pow3r a Sabaku no Maiku) e volti noti del giornalismo e dello sport come Pierluigi Pardo, chiamati ad analizzare l’evoluzione della comunicazione videoludica odierna. Spazio prezioso è stato concesso anche all’innovazione nostrana con l’attesa Italian Game Jam, un’arena creativa in cui decine di giovani sviluppatori e game designer si sono sfidati in una vera e propria maratona di programmazione per dare vita a nuovi e originali prototipi.
Non sono mancate, ovviamente, le imponenti arene dedicate agli Esports, dove atleti virtuali si sono contesi i titoli dei circuiti torneistici più blasonati, da League of Legends a Valorant, attirando tifoserie degne delle grandi competizioni fisiche. A sublimare questa sinergia tra arti diverse, hanno spiccato gli emozionanti concerti orchestrali dedicati alle indimenticabili colonne sonore che hanno fatto la storia del videogioco — portando sul palco sinfonie epiche firmate da maestri leggendari dell’industria.
Area Urban e il Live Studio di Lost Media: Le Voci della Generazione Z

A testimoniare la costante evoluzione del COMICON e la sua naturale propensione a intercettare i nuovi linguaggi, un ruolo di assoluta centralità è stato affidato all’Area Urban. Quest’anno, la sezione ha introdotto una novità estremamente apprezzata dal pubblico più giovane, affidando l’animazione degli spazi al collettivo Lost Media di Salvatore Ponticelli e Nicolò Andrione.
L’organizzazione ha trasformato il padiglione in un vero e proprio Live Studio interattivo e dinamico. Durante le quattro giornate di kermesse, i ragazzi di Lost Media hanno curato e condotto un palinsesto serrato di sessioni di approfondimento, registrazioni podcast in presa diretta e interviste esclusive. Il focus è stato interamente rivolto ai grandi protagonisti della scena musicale contemporanea, con un occhio di riguardo per l’hip-hop, l’urban e i nuovi ibridi elettronici.
Attraverso i microfoni del Live Studio si sono alternate figure pionieristiche dell’industria discografica italiana e i talenti più freschi delle classifiche attuali, offrendo al pubblico non solo esibizioni, ma soprattutto un momento di riflessione su come le frequenze digitali, i social media e l’attitudine “street” stiano plasmando l’immaginario collettivo e la cultura pop odierna. Un esperimento perfettamente riuscito, che ha dimostrato una volta di più come il COMICON non sia soltanto una celebrazione della Nona Arte, ma un vero e proprio sismografo capace di registrare e amplificare ogni vibrazione della creatività giovanile.
L’appuntamento con la cultura pop non si ferma qui: grazie alla sinergia con il Comune di Napoli, dal 27 maggio al 31 agosto il Maschio Angioino ospiterà l’inedita mostra “Robert Crumb. Cattivi pensieri”. Per la XXVII edizione del Napoli COMICON, invece, le date da segnare in calendario sono già ufficiali: dal 29 aprile al 2 maggio 2027.










